<p>Le banche europee chiedono agli Stati Ue di non inasprire le regole sugli scambi di azioni eseguiti bilateralmente tra investitori e istituti attraverso il magazzino titoli delle banche, senza passare dalle borse.
Sei Paesi Ue, tra cui Italia, Germania e Francia, hanno proposto meccanismi per queste operazioni con l'obiettivo di «migliorare la trasparenza nei mercati dei capitali azionari e garantire condizioni di parità tra banche e sedi di negoziazione», con un intervento considerato «essenziale per promuovere l'efficienza del mercato, ridurre la frammentazione e rafforzare la liquidità».
Le misure, indicate nell'ambito delle proposte della Commissione Ue sull'integrazione dei mercati, suggeriscono di facilitare la formazione dei prezzi, aumentare la trasparenza post trade e migliorare in modo significativo i prezzi per gli investitori retail.
Gli Stati vogliono fare ordine dopo la direttiva Mifid che ha aperto la strada a soggetti diversi dalle borse.</p><p>Le banche ritengono però che le misure aumenterebbero i costi per gli investitori, ridurrebbero le opzioni a loro disposizione e avvantaggerebbero le borse.
Intervenendo in una consultazione dell'Esma, l'associazione bancaria europea Afme (Association for Financial Markets in Europe) ha sottolineato, ricordando le evidenze della stessa Esma, che «i mercati azionari europei sono stabili, competitivi e in continua crescita.






