Il tema delle aggregazioni bancarie transfrontaliere ritorna d’attualità per la spinta che la Vigilanza della Bce tenta di dare, fin qui fermandosi però alle sole parole.

Il 10 e 11 settembre del 2004 si tenne a Scheveningen un Ecofin informale al quale furono ammesse a partecipare anche alcune delle principali banche europee che con forza sostenevano la necessità di un allentamento delle regole e dell"adozione di incentivazioni per sospingere le concentrazioni bancarie, data l"esigenza di rafforzamento degli stessi primari istituti.

Il rischio grave, che veniva prospettato, era quello di una fagocitazione da parte di banche americane.

Insomma, era «Hannibal ante portas» che imponeva di adottare adeguate misure preventive.

In effetti l"obiettivo era allora ben più prosaico e consisteva nell"agevolare l"autorizzazione di una/due concentrazioni, la prima delle quali riguardava l"iniziativa di Abn Amro per l"aggregazione con Antonveneta, con il seguito non esaltante che poi coinvolse il consorzio originariamente composto dalla stessa Abn Amro, Royal Bank of Scotland e Fortis.