“Attenzione ai rischi esterni”. Il sistema bancario dell’Unione europea si conferma resiliente sotto il profilo patrimoniale, della liquidità e della redditività. Ma l’ombra lunga delle tensioni geopolitiche, dalle guerre commerciali alle instabilità regionali, si staglia come il principale fattore di rischio all’orizzonte. È quanto emerge dal rapporto 2025 dell’Autorità bancaria europea (Eba), che avverte: la solidità attuale non deve indurre a sottovalutare i segnali di stress in arrivo da un contesto globale in rapido deterioramento.

Alla fine del 2024, le banche dell’UE/SEE (Spazio economico europeo) presentavano livelli di capitale robusti e utili ancora su massimi storici, complice l’effetto ritardato dei rialzi dei tassi d’interesse. Tuttavia, l’Eba segnala che l’aumento dell’incertezza economica e della volatilità dei mercati finanziari potrebbe minare la sostenibilità di questi margini. «Le prospettive sono condizionate in misura crescente da fattori esogeni, in particolare da quelli geopolitici», si legge nel documento. I dazi statunitensi lanciati dall’amministrazione Trump il 2 aprile con il “Liberation Day”, ma non solo. Anche le fibrillazioni in Ucraina, Medio Oriente e Asia contano. E influenzano l’andamento degli istituti di credito dell’area dell’euro.