La lectio.01 luglio 2026 alle 00:33L’archeologo con Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino
Tenevano più al dopo che al prima. E avevano ragione, dal loro punto di vista: che cos’è un intervallo di tempo, fosse anche lungo, rispetto all’eternità? Al pensiero della morte, gli antichi Egizi dedicavano più attenzione che alla vita, spiega Christian Greco, e alla tomba più cura che all’abitazione, del resto vi avrebbero trascorso un numero non misurabile di ore. L’enfasi che il popolo del Nilo pone sull’Aldilà è fonte di innumerevoli suggestioni, non a caso il titolo della lectio che il direttore del Museo Egizio di Torino terrà domani alle 19.30 a Cagliari, nella Cittadella dei Musei, si pone alcune domande: “L’anima egizia. Riti funerari e viaggi ultraterreni. Qual era la concezione, nell’antico Egitto, del viaggio dell’anima nell’Aldilà? Quale rilevanza sociale avevano le cerimonie di accompagnamento del defunto alla sepoltura?“
La lezione del famoso archeologo, tra i maggiori esperti della civiltà egizia, conclude la quinta stagione dei “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio”, organizzati dai Musei nazionali e curati da Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino. E nel farlo cerca di comprendere se la visione dell'oltretomba era condivisa da tutta la civiltà egizia, oppure, nei testi antichi si possono rintracciare anche dubbi sull'esistenza di una vita ultraterrena.






