I due governi avrebbero trovato l'intesa per richiedere il «pagamento di servizi» alle navi, svela una fonte a Open. Le pressioni del Qatar e l'incognita Trump
Dopo la due giorni in Svizzera, Stati Uniti e Iran tornano a negoziare a Doha da mercoledì per tentare di trovare un accordo strutturale in grado di chiudere definitivamente la guerra. Ma la prima intesa concreta sui nodi del Memorandum sembrano averlo trovata invece Iran e Oman: lo Stretto di Hormuz tornerà sì ad essere aperto alle navi di tutto il mondo, ma non più gratis. «Nessuno crede davvero nel ritorno allo status quo, si stanno inventando un pedaggio de facto sotto forma di “pagamento di servizi“», svela a Open una fonte a stretta conoscenza dei negoziati in corso. Nonostante i continui annunci magniloquenti di Donald Trump sul ritorno alla libera navigazione nella strategica lingua di mare, d’altra parte, il Memorandum siglato a inizio mese con Teheran metteva a verbale ben altro. L’Iran vi si è impegnato a «fare i migliori sforzi per il passaggio sicuro delle navi commerciali senza costi per 60 giorni soltanto». Quanto al futuro, si prevedeva l’apertura di un dialogo tra l’Iran e l’Oman, i due Paesi affacciati sullo Stretto, per «definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in discussione con altri Paesi litoranei del Golfo». Ebbene ai due governi sarebbero bastati pochi giorni per intendersi sulla comune volontà di «usare» la guerra scatenata da Usa e Israele per cambiare schema e imporre in futuro una qualche forma di pagamento a cargo e petroliere di passaggio.












