Raquel Aldana insegna diritto dell’immigrazione alla University of California Davis. La abbiamo raggiunta al telefono per commentare la decisione della Corte suprema in Trump v. Barbara.

Cosa pensa della sentenza?

Molti docenti di diritto dell’immigrazione si aspettavano un risultato che confermasse la birthright citizenship. Ma la sentenza di ieri è molto più potente di quanto mi aspettassi. C’erano due possibilità: una era che i giudici si limitassero a dire che c’è una legge federale che protegge lo ius soli (l’Immigration and Nationality Act del 1952, ndr), ma che la Costituzione è soggetta a interpretazione e non garantisce necessariamente la birthright citizenship. Questa teoria è stata rigettata: l’opinione del giudice Roberts impedisce a qualunque altro presidente, e anche al Congresso, di disfarsi dello ius soli senza un emendamento costituzionale. Non lascia dubbi: lo ius soli è un diritto costituzionale negli Stati uniti. E la sentenza è stata decisa 6 a 3 (con tre giudici conservatori che hanno votato insieme alle tre liberal, ndr). Anche se fra i 6, il giudice Brett Kavanaugh ritiene che si tratti solo di un diritto legato alle legge emanata dal Congresso. Ciononostante la sentenza è molto potente, leggerla è stato un piacere.