«Cara Arowa oggi siamo qui con il cuore pieno di dolore per chiederti scusa - dice la maestra Antonella - a scuola insegniamo la pace e invece gli adulti, che dovrebbero proteggere i bambini, sanno fare cose che a volte feriscono. Stavolta hanno veramente esagerato. Ci mancherà sempre la tua mano alzata durante le lezioni di inglese: “Maestra lo so dire io”».
La folla radunata in piazza Ormea si commuove. Ieri sera alle 21 oltre 400 persone sono scese in strada per partecipare alla fiaccolata in ricordo di Arowa, otto anni, e dei suoi genitori Kamal Uddin, il padre, e Hosne Momotaj, la madre. La famiglia bengalese è stata sterminata a colpi di mannaia nell’appartamento in via Montiglio. Si è salvato solo il figlio maggiore Ayan Amir Hossain, 20 anni, che lunedì è uscito dalla terapia intensiva ed è stato ricoverato in un reparto protetto del policlinico Gemelli. È sorvegliato a vista dalla polizia. Non può entrare nessuno perché il sospettato del triplice omicidio, Shahadat Hossain, 43 anni, è ancora libero.
Amir è il testimone oculare dei tre delitti e qualcuno potrebbe anche volerlo uccidere. Così la squadra mobile diretta Roberto Giuseppe Pititto, da una parte lo tutela, dall’altra protegge la riservatezza delle indagini, tutte volte a fermare il killer in fuga. Gli agenti stanno analizzando decine di telecamere su tutta Roma e hanno sequestrato il cellulare dell’unico sopravvissuto per trovare anche il movente della strage.










