Anche per il Principato sulla Rocca, sfondo di favole fra lusso e ricchezze, c'è stata una prima volta. "Sembrava una scena di guerra": il concetto torna più volte nei commenti dei monegaschi sotto shock, dei vicini di casa del più grave fatto di violenza che si ricordi alla corte dei Grimaldi. Un'esplosione spaventosa, i vetri di tante finestre in frantumi nella zona di frontiera con la Francia e macerie nell'abitazione della famiglia del magnate ucraino Vadim Ermolaev, l'uomo preso di mira.

L'oligarca, 58 anni, che stava rientrando in casa, si è salvato ma è in condizioni gravissime, fra la vita e la morte. Prognosi riservatissima anche per la moglie, che uno dei testimoni, l'uomo che ha chiamato i soccorsi, ha riferito di aver visto "priva dei piedi" mentre veniva portata via dall'ambulanza. Poi il figlio, un tredicenne, anche lui ferito ma non gravemente. "Non è un attentato", hanno ripetuto oggi fonti vicine all'inchiesta fin quando il concetto è stato chiarito: è un "tentato pluriomicidio", ma forse il procuratore Stéphane Thibault ha voluto preservare il Principato almeno dall'ipotesi del terrorismo.

L'uomo, inquadrato dalle telecamere di sorveglianza mentre lasciava all'ingresso dell'abitazione di Ermolaev, è stato riconosciuto, individuato e sulle sue tracce ci sono la gendarmeria monegasca e soprattutto quella francese.