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Il bando di gara Rai rivolto alle agenzie di stampa contiene requisiti discriminanti verso le medie e piccole realtà del settore, in quanto prevedono un impegno e una presenza alla portata soltanto di grandi agenzie. Non solo, per come è strutturato, parallelamente, è difficile da soddisfare anche ricorrendo a raggruppamenti temporanei di imprese perché mette a gara una molteplicità di servizi molto diversi tra loro. È quanto sostengono La4News (la rete di agenzie di stampa formata da Italpress, MF Newswires, 9Colonne e Nova) e l’Agenzia Dire mostrando, secondo quanto ha riportato Giornalisti Italia, come la gara «per l'affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura dei servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici» con un importo base di 22,29 milioni di euro e un valore d'appalto complessivo di 29,7 milioni, contenga criticità «di sistema» e criticità «tecniche specifiche» nei 7 lotti in cui si articola che rendono complicata «la preventivazione dei servizi e quindi la possibilità di partecipare». In particolare, la caratteristica discriminante del bando risiede in due ambiti: il primo riguarda i servizi richiesti, il secondo la struttura che obbligatoriamente le agenzie devono possedere per partecipare alla gara. I servizi richiesti vanno dai notiziari testuali, in italiano e in inglese, alle rassegne stampa internazionali, in italiano e in inglese. Poi si richiedono rassegne social in formato video, servizi di media office, testuali, video e fotografici sui programmi Rai, servizi di grafica, servizi di immagini, servizi video chiusi, immagini in diretta anche con droni e il notiziario Dow Jones. Una complessità, spiegano La4News e Dire, «che obbligherebbe le agenzie di stampa (e in particolare le medie e le piccole), ad acquistare i servizi di media office, di rassegna stampa, di dronisti da aziende esterne ed estere, senza poter valorizzare le professionalità interne. L’esempio più lampante è il notiziario Dow Jones, richiesto espressamente dal Lotto 3: questo notiziario può essere acquistato solo da Dow Jones International (se si intende il notiziario Dow Jones in lingua inglese), oppure dall’azienda Il Sole 24 Ore – Radiocor, se si intende il servizio in italiano. Inoltre, ad eccezione del lotto 6 (che, come il lotto 7, richiede esclusivamente foto, video e immagini), tutti gli altri lotti richiedono una copertura pressoché mondiale, non alla portata di molte agenzie». Per quanto riguarda, invece, la struttura che ciascuna agenzia deve avere, l'asticella è posta molto in alto sulla copertura geografica: per l'Italia vi deve essere la copertura di tutte le regioni. Per l'estero una copertura strutturata quotidiana dell'Ue, e di aree strategiche (Mediterraneo, Medio Oriente, Nord America, America Latina, Asia-Pacifico, Africa). In particolare, si richiede la presenza in tutte le 22 regioni/province autonome di giornalisti professionisti assunti secondo l'articolo 1 della legge 69 del 1963, mentre i corrispondenti esteri devono essere almeno 20, sempre inquadrati con l'articolo 1. È proprio questa struttura richiesta a essere discriminante su tutti i lotti, spiegano La4News e Dire, perché «prevede un impegno e una presenza alla portata di grandi agenzie». Originariamente il bando non solo prevedeva la presenza di giornalisti professionisti, cosa che attualmente sta portando ad attacchi da parte dei numerosi pubblicisti che lavorano nel settore, ma anche che fossero iscritti alla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa. In seguito a una richiesta del sindacato dei giornalisti della Figec con il dipartimento Unirai, la Rai ha rettificato il bando l'8 giugno eliminando questo requisito e prorogando la scadenza all'8 luglio. Ulteriore contestazione delle agenzie, infine, riguarda i criteri di valutazione: l'offerta tecnica prevede una netta prevalenza dei punti discrezionali, 50 su 80 complessivi.