di
Flavio Vanetti
Si chiude l'esperienza della stella Nba in gialloviola: la prima ipotesi per l'anno prossimo è un clamoroso trasferimenti negli ex rivali, in corsa anche un ritorno a Cleveland
A 41 anni di età non è tempo di ritirarsi, piuttosto è il momento di cambiare squadra. Detto e fatto. LeBron James, all’inizio della free agency, ovvero del mercato dei giocatori Nba che non hanno vincoli contrattuali, ha comunicato ai Los Angeles Lakers che non proseguirà con loro. L’accordo è scaduto, sarebbe stato necessario rinnovarlo, ma la Los Angeles gialloviola da un anno mezzo abbondante aveva avviato il post-LeBron, impersonificato dalla figura dello sloveno Luka Doncic, neo-coproprietario di una delle due nuove squadre di Roma. Non solo, nella fase di ripartenza i Lakers si sono impegnati a fondo per rinnovare con Austin Reaves e proprio in queste ore devono affrontare la «grana» di Marcus Smart, a sua volta intenzionato a sganciarsi per finire agli Houston Rockets,
Quindi il Prescelto – pur con il massimo rispetto per lui, non disgiunto dalla riconoscenza per quanto ha fatto in questi anni – non era in cima alle priorità della franchigia. E soprattutto non era giocatore sul quale i Lakers erano ancora disposti a spendere paccate di soldi. Di contro il Re non avrebbe mai accettato offerte eccessivamente al ribasso. Diciamo che LeBron, facendosi carico di essere lui a notificare l’intenzione di mollare – questo è quanto ha riferito Espn, una sorta di Cassazione in tema di notizie sulla Nba e sul mercato perché ha gli «insider» giusti – ha fatto chiarezza e ha tagliato la testa al toro. Almeno non ci saranno attese e i tira e molla tra «lascia?» e «non lascia?».










