Niebuhr scriveva, nel 1945, che molti avevano posto la decisione degli Stati Uniti, di utilizzare l’arma nucleare, sullo stesso piano di quanto avevano compiuto i nazisti a Rotterdam o a Varsavia. La guerra nucleare, commentava Morgenthau, potrà causare la fine del genere umano, e annullare dunque il valore che attribuiamo alla storia e alla societàNel 1945, a pochi mesi dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, il teologo Reinhold Niebuhr e il politologo Hans J. Morgenthau intervennero su Christianity and Society e su Commentary, affrontando il tema del rapporto tra etica e politica nell’era nucleare. Tornarono poi a scrivere sullo stesso tema fino al 1961 e, nel 1967, ne discussero con Richard Hudson, direttore della rivista War/Peace Report. Gli articoli e la trascrizione del loro dialogo, disponibili adesso in italiano, sono relio cappuccioElio Cappuccio (Siracusa 1954) è presidente del collegio di Filosofia siciliano. Insegna Filosofia moderna e contemporanea all’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vicedirettore della rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il blog della Fondazione Luigi Einaudi.
La morte dell’eroismo e le bombe atomiche, il realismo politico nell’era nucleare
Niebuhr scriveva, nel 1945, che molti avevano posto la decisione degli Stati Uniti, di utilizzare l’arma nucleare, sullo stesso piano di quanto avevano compiuto i nazisti a Rotterdam o a Varsavia. La guerra nucleare, commentava Morgenthau, potrà causare la fine del genere umano, e annullare dunque il valore che attribuiamo alla storia e alla società







