Riavvolgiamo il nastro, ormai sbiadito. Il 21 luglio 2025 viene presentato il testo della riforma della geografia giudiziaria, illustrato dal senatore Ernesto Rapani davanti all’ex tribunale di Rossano. Quel testo dava al Governo tre poteri: riaprire i tribunali chiusi nel 2012, istituirne di nuovi e accordarsi con le Regioni sulle spese degli edifici. Tra questi rientrava anche Corigliano Rossano.Il 3 ottobre arriva alla Camera il disegno di legge vero e proprio, l’AC 2646. Qui i primi due poteri spariscono. Il Governo non può più riaprire i tribunali chiusi né istituirne di nuovi: può solo spostare pezzi di territorio da un tribunale esistente a un altro. Sparisce anche il riferimento agli accordi con le Regioni sugli edifici. Risultato? Nel testo depositato non esiste più alcuna strada giuridica per riaprire il Tribunale di Corigliano Rossano.Che si trattasse di un cambiamento dell’ultimo momento lo dicono gli stessi documenti allegati alla legge, in cui i conti non tornano. La relazione tecnica prevede 7 magistrati e 25 dipendenti: il fabbisogno di un solo tribunale nuovo, quello di Bassano del Grappa. Ma un altro allegato, l’analisi tecnico-normativa, parla ancora di 20 magistrati e 100 dipendenti e cita quattro città: Alba, Bassano del Grappa, Corigliano Rossano e Lucera. In una versione precedente, insomma, Rossano c’era. Poi sparisce.Un ultimo dettaglio conferma il quadro: nella tabella dei tribunali soppressi nel 2012 vengono cancellate le sedi che la legge intende riaprire, ma Rossano resta nell’elenco di quelli chiusi. La legge, però, non è definitiva: è all’esame della Commissione Giustizia della Camera e la fase degli emendamenti non è chiusa. Si può ancora cambiare.
Il Tribunale sparito nel nulla e la contromossa di Stasi: "Ora un emendamento per Corigliano Rossano" (Calabria 7)
Riavvolgiamo il nastro, ormai sbiadito. Il 21 luglio 2025 viene presentato il testo della riforma della geografia giudiziaria, illustrato dal senatore Ernesto






