SUSEGANA - Muore per un malore appena uscito dal lavoro. È successo nel primo pomeriggio di oggi, 30 giugno, in via 4 Novembre 52, dove Franco Favaretto, 59enne di Villorba, è stato colpito da un infarto subito dopo aver terminato il turno. Si presume che il caldo record possa aver causato l'arresto cardiaco fulminante.
Il soccorso Favaretto si trovava all’esterno dello stabilimento Smurfit Kappa, con una temperatura di circa 38 gradi, quando si è accasciato improvvisamente. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i soccorsi del Suem 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Sul posto i carabinieri della stazione di Susegana e lo Spisal per i rilievi di competenza. Il cordoglio L'Amministrazione comunale di Villorba, dove risiedeva la vittima, ha espresso cordoglio per la scomparsa del lavoratore. «La tragica scomparsa del nostro concittadino, avvenuta oggi, ci colpisce profondamente e lascia sgomenta l'intera comunità di Villorba – dice il primo cittadino, Francesco Soligo -. A nome dell'Amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai colleghi che hanno condiviso con lui gli ultimi momenti della giornata lavorativa. In queste ore di dolore il nostro pensiero va soprattutto a chi oggi si trova ad affrontare una perdita così improvvisa. Se saranno confermate le prime ricostruzioni, questa vicenda richiama con forza l'attenzione sulle conseguenze che le temperature estreme possono avere anche nei luoghi di lavoro e sulla necessità di adottare ogni misura possibile per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. La vita di una persona viene prima di tutto e deve rimanere la priorità assoluta».Cisl Veneto: «Estendere l'ordinanza sul caldo» «In questo momento – dichiara il reggente della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini - il primo pensiero va alla famiglia del lavoratore. È doveroso attendere che gli organi competenti chiariscano le cause del decesso e accertino se vi sia una correlazione tra le condizioni climatiche in cui l’uomo ha svolto il proprio turno e il malore che lo ha colpito. Su questi aspetti è necessario il massimo rigore e il pieno rispetto del lavoro degli organi preposti. Al tempo stesso – prosegue Paglini – non possiamo ignorare che le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti, intense e prolungate. Sotto il profilo dell'immediatezza occorrono misure efficaci per tutelare i lavoratori, in particolare quelli impegnati nelle attività e nelle fasce orarie maggiormente esposte al rischio. Per questo abbiamo chiesto alla Regione di estendere il campo di applicazione dell'ordinanza sul lavoro in condizioni di caldo estremo e di rafforzare i controlli sulla sua effettiva applicazione». Per la Cisl Belluno Treviso il cambiamento climatico rappresenta ormai una condizione strutturale con cui l’intero sistema produttivo è chiamato a confrontarsi. «Servono interventi strutturali» conclude Paglini.










