SUSEGANA (TREVISO) - Si è accasciato a terra dopo la fine del turno di lavoro alla Smurfit Kappa Italia, azienda di confezionamento di Ponte della Priula. E non si è più rialzato. Franco Favaretto, operaio 59enne di Villorba, è morto ieri pomeriggio poco distante dallo stabilimento di via IV Novembre. Dopo il turno dalle 6 alle 14 nel reparto ondulatori, era uscito da un cancello secondario per raggiungere la sua auto, lasciandosi alle spalle l'azienda dove aveva passato una vita: tra due anni sarebbe andato in pensione. A vederlo per primi sono stati i lavoratori di altre aziende vicine, che hanno dato l'allarme. I colleghi sono arrivati con un defibrillatore. Poi è giunta l'ambulanza, assieme a un'automedica, oltre a carabinieri, polizia locale e tecnici dello Spisal. Purtroppo ogni tentativo di rianimare il 59enne si è rivelato inutile. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. La prima ipotesi è sia stato causato dalle alte temperature. Ieri si è arrivati a 37 gradi. Favaretto era un operaio storico della Smurfit Kappa. Ieri, prima della tragedia, aveva appena ritirato la busta paga. «E non sembrava avere dei problemi», dicono i colleghi.
L'azienda si era dotata di alcuni raffrescatori per permettere agli operai di lavorare in condizioni accettabili. Dopo la notizia della morte, gli altri lavoratori, visibilmente scossi, sono stati mandati a casa. Il 59enne viveva da solo in via Centa a Villorba. L'anno scorso era stato ricoverato in ospedale: aveva dei problemi cardiaci e gli avevano impiantato un bypass. Ed era stato costretto ad assentarsi dal lavoro per alcuni mesi. Il cordoglio Ieri il sindaco di Susegana, Gianni Montesel, ha espresso la sua vicinanza ai familiari e ai colleghi. «In questo momento di dolore - spiega - vogliamo mostrare la nostra vicinanza a chi soffre per questa perdita, portando il nostro cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che lo conoscevano. Attendiamo l'esito delle indagini per comprendere le reali cause del decesso e fare, eventualmente, le opportune valutazioni». Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal Comune di Villorba. «La tragica scomparsa del nostro concittadino - dice il sindaco Francesco Soligo - , ci colpisce profondamente e lascia sgomenta l'intera comunità. A nome dell'amministrazione esprimo il più sentito cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai colleghi che hanno condiviso con lui gli ultimi momenti della giornata lavorativa». «Se saranno confermate le prime ricostruzioni - aggiunge - questa vicenda richiama con forza l'attenzione sulle conseguenze che le temperature estreme possono avere anche nei luoghi di lavoro e sulla necessità di adottare ogni misura possibile per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. La vita di una persona viene prima di tutto e deve rimanere la priorità assoluta». I sindacati sul caldo La notizia della morte di Favaretto è circolata velocemente, scatenando le reazioni dei sindacati. «Giusto attendere l'esito degli accertamenti - dicono dalla Slc Cgil del Veneto - tuttavia non possiamo ignorare il contesto nel quale questa tragedia è avvenuta. Il tema dello stress termico nei luoghi di lavoro è ormai una vera emergenza. I colpi di calore continuano a mietere vittime e non è più accettabile affrontare ogni episodio come un caso isolato». «Imprese, istituzioni e parti sociali adottino con urgenza misure efficaci di prevenzione - aggiungono - riorganizzazione degli orari nelle giornate più critiche, pause adeguate, disponibilità di acqua e aree di raffrescamento e valutazione del rischio da calore». Sulla vicenda si è espresso anche Augustin Bruno Breda, delegato Fiom Cgil nello stabilimento Electrolux di Susegana. «La situazione nelle fabbriche senza climatizzatori è drammatica - sottolinea - serve lo sciopero generale provinciale». In attesa degli accertamenti, anche la Cisl mette la lente sul caldo. «Occorrono misure efficaci per tutelare i lavoratori - dice il segretario reggente Massimiliano Paglini - in particolare quelli impegnati nelle attività e nelle fasce orarie maggiormente esposte al rischio. Per questo abbiamo chiesto alla Regione di estendere il campo di applicazione dell'ordinanza sul lavoro in condizioni di caldo estremo e di rafforzare i controlli». «Non vogliamo creare psicosi, ma è difficile non collegare l'ennesima morte sul lavoro all'eccezionale situazione climatica - tira le fila Roberto Toigo, segretario della Uil Veneto - tante aziende stanno rimodulando gli orari di lavoro. Ma tanto, troppo sfugge alle ordinanze e al buon senso. Il prezzo da pagare sta diventando intollerabile».






