In Europa le aziende accelerano sull’intelligenza artificiale, ma il divario tra grandi e piccole realtà mette a rischio la competitività del Continente. È una delle conclusioni del nuovo osservatorio semestrale di Accenture, l’Ai Progress Barometer, che “misura i progressi delle organizzazioni nello sviluppo delle capacità necessarie per scalare l’adozione dell’Ia e massimizzarne il valore”. Lo studio, che prende in considerazione circa 3mila tra le maggiori aziende del mondo, assegna un punteggio analizzando quattro fattori: direzione strategica, fondamenta tecnologiche, persone e competenze, reinvenzione dei processi.

Secondo Mauro Macchi, ad di Accenture per l’area Emea, “l’Europa sta acquisendo un forte slancio nell’ambito dell’intelligenza artificiale, trainata soprattutto dalle aziende più grandi. Queste organizzazioni comprendono che, affinché l’Ia possa generare maggiore valore e in modo più rapido, è necessaria una reinvenzione totale dell’impresa, non una semplice adozione plug-and-play”. Affinché si possa perseguire questo obiettivo, prosegue Macchi, è necessario “ripensare i modelli operativi, ridisegnare il modo in cui il lavoro viene svolto, rafforzare le fondamenta tecnologiche e dei dati e, soprattutto, garantire il coinvolgimento della leadership, una governance adeguata e una gestione efficace del cambiamento. La velocità di esecuzione determinerà la futura competitività dell’Europa”.