Compagnie aeree Il costo del carburante è sceso del 26% in un mese: tra stagionalità e geopolitica le compagnie aeree non cambiano la loro strategiadi Mara Monti30 giugno 2026I punti chiaveVacanze nel Mediterraneo: agosto costa fino al 74% in piùCapitali europee: volare da Milano costa di più rispetto a RomaPrenotare in anticipo resta la scelta più convenienteMedio Oriente e Asia: la geopolitica continua a pesareStati Uniti: Londra-New York +27%Il prezzo del carburante per aerei ha iniziato a scendere dopo le settimane di rialzi che lo avevano portato ai massimi storici durante la guerra tra Stati Uniti e Iran. Per i passeggeri, però, il calo non si è ancora tradotto in biglietti meno cari: le compagnie aeree continuano infatti a mantenere tariffe elevate.Domande di approfondimento generate da 24Ore AILa crisi è nata con la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha provocato una carenza globale di jet fuel e costretto molti vettori a ridurre i voli e a rivedere al rialzo i listini. Lo shock ha alimentato anche i timori di una possibile carenza di carburante in Europa e ha contribuito ad aggravare le difficoltà di alcuni operatori del settore, tra cui la low cost americana Spirit Airlines.Con la parziale riapertura dello Stretto, il petrolio è tornato sui livelli precedenti alla crisi. Il jet fuel, invece, continua a viaggiare su quotazioni sensibilmente più elevate rispetto a un anno fa. Secondo il Price Monitor della Iata, nella settimana conclusa il 26 giugno il prezzo del carburante per aerei è sceso del 2,1%, a 116,63 dollari al barile. Il valore è inferiore del 26% rispetto ai picchi raggiunti il mese precedente, ma resta ancora superiore del 29,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.Il ridimensionamento del costo del carburante, almeno per ora, non modifica le strategie commerciali dei vettori. La domanda di trasporto aereo continua infatti a mantenersi robusta, soprattutto in Europa, mentre l’uscita dal mercato di alcuni concorrenti rafforza il potere tariffario delle compagnie.A maggio il traffico passeggeri europeo è cresciuto del 2,7%, ben oltre la media mondiale (+0,7%), secondo la Iata. A frenare il dato globale sono stati soprattutto il crollo del Medio Oriente (-28,4%) e la flessione degli Stati Uniti (-0,8%). In questo contesto le compagnie hanno pochi incentivi a ridurre tariffe che, nei mesi scorsi, sono aumentate in media del 20% per compensare il rincaro del carburante. «Anche in caso di stabilizzazione dei prezzi, il carburante resterà probabilmente più caro rispetto allo scorso anno», ha osservato il ceo di Delta Air Lines, Ed Bastian.