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Parte tutto da lì: se è sana la pelle è luminosa, elastica e uniforme. Al contrario, se è danneggiata, ecco che la cute si arrossa, si screpola e si sensibilizza. Parliamo della barriera cutanea, la prima linea di difesa tra noi e il mondo esterno. L’industria beauty ora ne riconosce l’importanza, proteggendola con creme e sieri dall’efficacia riparatrice, trattamenti da fare in salone e rituali ispirati alla tradizione coreana. Insomma: la skincare ora ragiona sul lungo periodo più che sul risultato immediato, investendo sulla salute dell’epidermide.

La pelle è un organo complesso e strutturato: nel suo strato più esterno, lo strato corneo, esiste una vera e propria barriera che ci protegge dai fattori esterni. Per questo è sempre messa a dura prova: raggi UV, scottature, inquinamento e trattamenti troppo aggressivi possono compromettere la barriera. Dal punto di vista dermatologico, di solito viene descritta come un muro di “mattoni e malta”: i mattoni sono i corneociti, cellule prive di nucleo tenute insieme dalla matrice lipidica intercellulare (la malta) un mix di ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi. Se la malta si sgretola, la pelle trattiene meno acqua ed è più esposta agli agenti esterni, apparendo disidrata e infiammata.