Al Castello del Valentino il confronto tra esperti del Politecnico e della Waseda University
Si è conclusa la settimana del festival “Learning from Satoyama: The Japanese Way to Sustainable Built Environment”, iniziativa organizzata dal Dipartimento di Architettura e Design-DAD e dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, in collaborazione con il PoliTO Japan Hub, la Waseda University e il Museo d’Arte Orientale (MAO), e con il patrocinio di Fondazione per l’Architettura e del Consolato Generale del Giappone a Milano per i 160° anniversario delle relazioni Italia-Giappone. L’evento ha promosso un confronto tra studiosi, professionisti e studenti italiani e giapponesi sui temi della sostenibilità dell’ambiente costruito, dall’architettura al paesaggio, prendendo come riferimento il concetto giapponese di Satoyama: un modello di equilibrio tra comunità e ambiente fondato sull’uso circolare delle risorse naturali, che oggi rappresenta una fonte di ispirazione per la ricerca sulla sostenibilità dell’abitare e sulla trasformazione del territorio e della città.Le riflessioni sul rapporto tra tradizione e sfide contemporanee sono state sviluppate attraverso un ricco programma di iniziative ospitate tra il Castello del Valentino e il MAO: un seminario di studi riservato a ricercatori e ricercatrici, un workshop di progettazione dedicato a docenti, ricercatori, ricercatrici e studenti del Politecnico, e due conferenze aperte al pubblico.Cuore della settimana è stato il workshop “Designing the Open Museum: From Heritage to Living Courtyard”, organizzato congiuntamente dal Politecnico – con il contributo di Claudia Cassatella, Michele Bonino, Andrea Bocco, Ilaria Tonti, Giorgia Greco e Shushanik Ovakimian – e dalla Waseda University, con la partecipazione di Takashi Ariga, Keigo Kobayashi e Mei Komatsu. Studenti dei due atenei hanno lavorato insieme sullo spazio di ingresso, sul cortile-giardino coperto e sulla relazione con la terrazza del MAO, esplorando il potenziale di uno spazio urbano semichiuso capace di trasformarsi in un ambiente aperto, dinamico e interattivo, dove processi ecologici e attività umane possano convivere e rafforzarsi reciprocamente.“Con Waseda abbiamo collaborato per affrontare un problema reale che ci ha posto il MAO, una sfida architettonica (sia funzionale, sia concettuale) che ci ha molto stimolato – commenta la professoressa Cassatella che ha curato l’organizzazione del Festival – Gli e le studenti hanno trovato una soluzione integrando i nostri approcci, la riflessione sullo spazio dell'androne barocco, dell'ENGAWA giapponese e del giardino cinese. Sono grata al MAO che ci ha fornito un'occasione concreta per collaborare e ai colleghi di Waseda per la loro disponibilità”. Il 22 giugno il Castello del Valentino ha ospitato il simposio internazionale “Sustainable Built Environment. Research Topics and Methods”, che ha riunito, in presenza e online, esperti del Politecnico e della Waseda University. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle principali aree di ricerca condivise dalle due istituzioni, con l’obiettivo di consolidare e sviluppare future collaborazioni. Tra i temi affrontati: patrimonio architettonico, storia, recupero, gestione; progettazione architettonica e urbana, pianificazione urbana e regionale; progettazione strutturale e ambiente edilizio sostenibile.







