Il design come chiave per leggere e trasformare le città contemporanee, fino a immaginarle come una "casa collettiva" capace di accogliere generazioni diverse e bisogni in evoluzione.
È il filo conduttore di Urban Rhapsody, l'iniziativa ospitata all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, e promossa da ICE-Agenzia, nell'ambito della Decima giornata del Design italiano nel mondo, che ha visto protagonisti l'architetta Mara Servetto, tra le voci più autorevoli del panorama internazionale, e Toshiki Kiriyama, Direttore di Trunk Co e del Toyama Design Center, oltre che vicedirettore del Toyama Prefectural Museum of Art and Design.
Nel suo intervento, Servetto ha delineato un approccio al design che supera la dimensione estetica per incidere direttamente sulla qualità della vita urbana: "Oggi l'architettura è sempre più interessante per ciò che accade dentro e intorno ad essa, piuttosto che per il solo aspetto visivo", ha spiegato Servetto all'ANSA. "La vera innovazione è quella che incide sul sociale, sui comportamenti, sulle ricadute nella vita delle persone".
Il tema della città come organismo inclusivo emerge con forza anche alla luce delle trasformazioni demografiche: entro il 2050, cinque o sei generazioni convivranno nello stesso contesto urbano. In questo scenario, il design diventa strumento per costruire ambienti accessibili, leggibili e partecipati, capaci di rafforzare il senso di appartenenza e favorire nuove forme di socialità.






