A causa dell’intensa ondata di calore di fine giugno e delle scarse nevicate invernali, sulle Alpi svizzere si sono già esauriti il ghiaccio e la neve stagionali e ha iniziato a fondersi il ghiaccio storico accumulato nei decenni passati. Il fenomeno è noto come “Glacier Loss Day” (GLD) e si verifica ogni estate, ma quest’anno è sensibilmente in anticipo: è avvenuto il 29 giugno invece che intorno a metà agosto.

La fusione del ghiaccio storico rende più probabile la perdita di porzioni importanti dei ghiacciai e il loro arretramento, cioè una riduzione della loro estensione soprattutto alle quote più basse.

La stima sul GLD è stata comunicata dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), ed è una delle valutazioni più autorevoli sulle condizioni dei ghiacciai alpini. La Svizzera ha infatti un articolato sistema di monitoraggio che misura la massa stagionale di un gruppo di ghiacciai rappresentativi, in modo da tenere sotto controllo il loro andamento nel tempo.

I ghiacciai alpini sono altamente esposti agli effetti del riscaldamento globale e molti di loro potrebbero scomparire entro la fine del secolo. Ormai da anni a causa delle scarse nevicate invernali e di estati sempre più calde, i ghiacciai perdono più ghiaccio di quanto riescano ad accumulare e di conseguenza si riducono la loro massa e la loro estensione.