Intervista a Jeremiah Fraites in vista dell'unica data italiana all'Arena di Verona della band americana di 'Ho Hey' il 6 luglio prossimo: "Bruce Springsteen fa bene a parlare di politica, ma ogni artista deve decidere da sé"
I numeri raccontano solo una parte della storia. Perché i The Lumineers, due candidature ai Grammy Awards e milioni di dischi venduti grazie a brani diventati ormai classici come 'Ho Hey', hanno costruito il loro successo senza rincorrere algoritmi o momenti virali. Lunedì 6 luglio la band guidata da Wesley Schultz e Jeremiah Fraites tornerà in Italia per l’unica data del tour all’Arena di Verona, uno dei palcoscenici più iconici al mondo. In un'intervista all'AdnKronos il batterista e co-fondatore Jeremiah Fraites racconta cosa significa finalmente esibirsi in un luogo atteso per anni, riflette sul valore dell’autenticità nell’industria musicale di oggi, sul rapporto creativo con l'altra metà della band, Wesley Schultz, dopo oltre vent’anni di carriera e su come l’Italia, dove vive da sei anni ed è ormai cittadino, abbia cambiato il suo modo di guardare il tempo, la musica e persino il caffè.
Dopo aver suonato nei più grandi festival e nelle arene di tutto il mondo, cosa significa per i The Lumineers esibirsi in un luogo storico e raccolto come l’Arena di Verona?








