Un'attesa durata quasi trent'anni si è conclusa con il ripristino della legalità in via Inserra 89, a Palermo. È stato infatti demolito un immobile abusivo sul quale pendeva una sentenza definitiva emessa nell'ormai lontano 1999. L'abbattimento del manufatto rappresenta un traguardo simbolico e operativo di rilievo nel contrasto all'abusivismo edilizio e nella tutela del territorio cittadino.
Il risultato è il frutto di un lavoro sinergico sviluppato all'interno del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica coordinato dalla Prefettura. Determinante si è rivelata l'azione della Procura Generale di Palermo, supportata dalla collaborazione del Comune, dei competenti uffici tecnici di Palazzo delle Aquile e del Comando della Polizia municipale. L'azione congiunta delle istituzioni ha esercitato una pressione decisiva che ha spinto lo stesso proprietario dell'immobile a procedere all'autodemolizione, evitando così l'intervento coatto e sostitutivo dello Stato.
«Si tratta di un risultato importante e concreto perché restituisce valore al principio della legalità e dimostra che la collaborazione istituzionale produce risultati tangibili anche su vicende che si trascinano da molti anni, riaffermando il valore della giustizia», ha dichiarato il sindaco di Palermo. Il primo cittadino ha inoltre precisato che l'amministrazione comunale aveva già appostato le risorse economiche necessarie per procedere all'abbattimento forzato: «L'autodemolizione da parte del proprietario ha consentito di raggiungere il medesimo obiettivo, evitando l'intervento sostitutivo dell'Ente. La demolizione dell'immobile di via Inserra rappresenta un segnale chiaro: lo Stato e le istituzioni, quando operano in piena sintonia, riescono a garantire il rispetto delle regole».








