Tre progetti di ricerca del Politecnico sono stati premiati con i finanziamenti ERC Proof of Concept, un'iniziativa dell'European Research Council volta a sostenere l’applicazione pratica e la valorizzazione dei risultati di progetti di ricerca di frontiera.I vincitori del prestigioso riconoscimento sono Teresa Gatti, Andrea Lamberti ed Elena Simone, docenti del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT. Lo schema ERC Proof of Concept si rivolge ai ricercatori e alle ricercatrici che hanno già ottenuto un finanziamento ERC, offrendo un supporto economico di 150mila euro per trasformare idee innovative in soluzioni concrete pronte per il mercato. Questi fondi permettono di verificare la fattibilità commerciale e tecnica delle tecnologie sviluppate, costruire strategie di protezione intellettuale e preparare il terreno per una futura commercializzazione.

Teresa Gatti

VIPER - HeaVy pnIctogens based indoor Photovoltaics with up-cyclEd caRbon electrodesIl progetto coordinato dalla professoressa Teresa Gatti VIPER è nato dai risultati dell'ERC Starting Grant JANUS BI e punta a sviluppare una nuova generazione di celle fotovoltaiche per ambienti interni, capaci di alimentare sensori e dispositivi IoT sfruttando la luce artificiale.VIPER utilizza materiali innovativi a base di bismuto e antimonio, privi di piombo e metalli nobili, caratterizzati da elevata stabilità, ridotta tossicità e buone prestazioni in condizioni di bassa illuminazione. Un ulteriore elemento distintivo è l'impiego di elettrodi in carbonio ottenuti dal recupero di materiali di scarto, come pneumatici fuori uso e biomasse residuali, secondo i principi dell'economia circolare.L'obiettivo è trasformare una tecnologia validata in laboratorio in prototipi pronti per future applicazioni industriali nei settori degli edifici intelligenti, del monitoraggio ambientale e dell'elettronica a basso consumo.“Con VIPER vogliamo trasformare risultati di ricerca di frontiera in una tecnologia concreta per l'energia del futuro – dichiara la professoressa Teresa Gatti – Grazie ai materiali innovativi a base di bismuto e antimonio e all'impiego di elettrodi ottenuti dal recupero di scarti industriali e biomasse, il progetto propone una soluzione sostenibile per alimentare la crescente rete di dispositivi intelligenti presenti negli edifici e nelle città. La collaborazione con il gruppo del professor Antonio Agresti del Center for Organic and Hybrid Solar Energy (CHOSE) dell’Università di Roma Tor Vergata rappresenta un valore aggiunto essenziale per validare la tecnologia su scala più avanzata e favorirne il percorso verso future applicazioni industriali. Il nostro obiettivo è contribuire a un ecosistema IoT più efficiente, sicuro e rispettoso dell'ambiente”.