Con un investimento record di 5 miliardi di sterline in droni e tecnologie autonome, il Defence Investment Plan ridisegna le forze armate britanniche, instradandole verso un futuro sempre più unmanned
Una nuova difesa sempre più unmanned e sempre più autonoma. In uno dei suoi ultimi atti prima della sua formale dissoluzione, il governo di Sir Keir Starmer ha presentato il nuovo Defence Investment Plan (Dip), documento che definirà gli investimenti militari del Regno Unito per il prossimo decennio. E che mette subito in chiaro la traccia da seguire: 5 miliardi di sterline, soltanto nei prossimi quattro anni, nello sviluppo e nell’integrazione di droni e tecnologie autonome, il più grande stanziamento mai destinato dal Regno Unito a questo settore. L’obiettivo è costruire una forza militare sempre più integrata, nella quale piattaforme tradizionali e sistemi autonomi operino congiuntamente nei domini terrestre, navale e aereo.
Il piano interessa trasversalmente tutte le Forze armate. La Royal Navy avvierà la trasformazione verso una “hybrid navy”, una flotta in cui navi da guerra convenzionali opereranno insieme a imbarcazioni senza equipaggio e sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Il programma prevede inoltre la costruzione di almeno sei nuove unità navali progettate fin dall’origine per impiegare droni e mezzi autonomi, sostituendo i precedenti piani di rinnovo della flotta.











