SAN BIAGIO - C'è chi lì dentro ci ha dato il primo bacio. Chi si è conosciuto sulla pista da ballo e poi ha messo su famiglia. Chi il sabato mattina saltava la scuola perché aveva “fatto serata” fino a tardi a ritmo di hit indimenticabili fra quelle quattro mura. Non si corre il rischio di esagerare dicendo che ogni trevigiano ha un ricordo del cuore legato al Supersonic. Una fotografia, uno scatto della memoria, un aneddoto che ogni volta che gli amici riesumano ti fa scoppiare a ridere o venir voglia di sotterrarti dall’imbarazzo. Già da ormai diverse ore la ruspa si è messa all'opera in via Postumia tirando giù a colpi di benna, mattone dopo mattone, la storica ormai ex discoteca di San Biagio, punto di riferimento per generazioni e generazioni di giovani (e non solo). Sui social sono già in tantissimi a piangerla. «Un pezzo di storia che se ne va». «La nostra gioventù, i migliori anni». «Che tristezza, che ricordi, che epoca. La fine di un’era». «Per sempre casa». Sono solo alcuni dei commenti.
Ma c’è anche chi condivide aneddoti e ricordi rimasti per tutta la vita. «Incontrai nel lontano ‘88 una ragazza bionda che dopo tante peripezie riuscii a ritrovare. Stiamo ancora insieme» scrive uno. «Andavo in prima superiore e avevo una cotta per la mia vicina di casa. A malapena riuscivo a rivolgerle la parola. Ricordo un pomeriggio a Treviso in cui non volevo assolutamente andare al Super. Però tutti i miei amici andavano lì. In mezzo a tutta quella gente incontrai anche la mia vicina. Non ricordo esattamente come accadde ma ricordo perfettamente quello che, almeno per me, fu il bacio più lungo del mondo». «Anche se oggi quei muri non ci saranno più, le notti restano. Restano le risate fino a tardi, la pista piena, le canzoni urlate a squarciagola. Restano le amicizie nate tra un ballo e l’altro, i bicchieri alzati, le corse al bar».Supersonic, al via la demolizione della storica discoteca VIDEO COME CAMBIERÀ Al posto della storica sala da ballo sorgerà una zona commerciale con un nuovo supermercato e verrà rifatta la rotonda. A salutare il punto di riferimento della movida trevigiana è anche la stessa gestione dell’ormai ex Super, guidato dalla famiglia Venerandi (dallo storico proprietario Giuseppe ai figli Cristian e Manuel), con uno struggente post sui social corredato dalle fotografie dello stabile in demolizione: «Addio Super, vecchio tempio della notte. Grazie per tutte le serate in cui hai fatto battere i cuori. Pista dove abbiamo ballato, dove ci siamo innamorati e dove la musica era più forte di tutto. Ci hai accolto e ci hai fatto sentire vivi. Le tue mura cadranno ma i ricordi no. Continueremo a ballare con te dentro». Quelle quattro mura, in piedi da ben mezzo secolo, hanno accompagnato il divertimento e i ricordi di migliaia di trevigiani.«Chi ci è andato fin dagli esordi oggi ha più di settant’anni a conti fatti - riavvolge il filo Manuel Venerandi -. Il Super ha abbracciato intere generazioni fino al Covid. Su quella pista si sono conosciute tante persone. C’è anche chi poi ha messo su famiglia. Dispiace sempre quando chiude un’attività, specie una come questa. Ma fra le generazioni cambiate, le problematiche che comporta gestire una discoteca in centro abitato, la pandemia e diverse cose che c’erano da ristrutturare, la scelta è stata inevitabile». E poi la musica è cambiata: «I giovani di oggi non sono più quelli di trent’anni fa. E neanche la discoteca. Con i social è cambiato il modo di viverla». «La demolizione dell’ex Supersonic segna la fine di un capitolo importante della storia di San Biagio - aggiunge la sindaca Valentina Pillon -. Per molti cittadini questo luogo non è stato soltanto una discoteca, ma uno spazio di incontro, di amicizie, di musica e di ricordi che hanno accompagnato intere generazioni. Allo stesso tempo, un’amministrazione ha il compito di guardare al futuro. La riqualificazione dell’area rappresenta un’opportunità per restituire valore a uno spazio che da tempo aveva concluso la propria funzione originaria». Anche se, è il caso di dirlo, certi posti non muoiono mai. Vivono nei ricordi di chi li ha amati.






