«Sono nata con loro». Pierpaola Reato, 30 anni, lo dice nella coda davanti alle Ogr, stretta nella sua giacca scura. Trent’anni lei, trent’anni i Subsonica: «Siamo cresciuti insieme».

La festa, davanti ai cancelli, comincia prima della musica. I primi arrivano a mezzogiorno, qualcuno si siede sui gradini, altri scorrono foto e vecchie scalette sul telefonino. Nel pomeriggio la fila si allunga, si compatta, prende forma. Alle 18.55 - quando i cancelli si aprono, con qualche minuto di ritardo - sono già più di quattrocento i fan in attesa, i primi dei 5 mila che riempiranno la Sala Fucine. Il vento è gelido ma nessuno sembra farci caso. «Tanto non lo sentiamo». L’attesa scalda più di qualsiasi giacca.

La band festeggia trent’anni

È il primo dei quattro concerti dei Subsonica alle OGR - dopo la data di ieri, si replica oggi, poi venerdì e sabato - riuniti sotto il titolo “Cieli su Torino 96-26”, con cui la band festeggia trent’anni di attività a pochi giorni dall’uscita del nuovo singolo, Radio Mogadiscio. Ma più che un anniversario sembra un ritrovo. Si arriva da tutta Italia, come succede da anni, e ci si riconosce al volo di fronte ai cancelli.

Per Pierpaola è stato un viaggio lungo. Dalla provincia di Potenza fino a Torino, dove ha raggiunto la sorella Aurora, con lei in coda. È arrivata in pullman «per risparmiare», con in mano il biglietto comprato il giorno di Natale. La band, racconta, è entrata anche nei suoi studi: «La mia tesi aveva sei capitoli, tutti titoli di loro canzoni». E quando ha incontrato i Subsonica, se l’è fatta firmare da tutti e cinque.