di
Sergio Donato
Dal 15 luglio i brani identificati come interamente IA non potranno monetizzare né ricevere royalty su Tidal, che introduce anche un badge identificativo
Se vuoi fermarli, devi toccarli nel portafogli. È questa, in sintesi, la logica dietro la nuova informativa sulla musica generata con l’IA annunciata da Tidal, in vigore dal 15 luglio. La piattaforma di streaming continuerà infatti ad accettare la pubblicazione di contenuti creati con strumenti di IA, ma li sottoporrà a standard di integrità più severi rispetto alla musica prodotta da persone, a partire dall'esclusione dalla monetizzazione.
Il provvedimento (attivo dal 15 luglio, è un'anteprima) riguarda nello specifico la musica che Tidal definisce "generata con l'IA", cioè quella creata interamente o in larga parte con l'intelligenza artificiale generativa tramite prompt di testo. Una differenziazione necessaria, perché l’IA (quindi anche il machine learning) è usata da tempo anche da musicisti umani per produrre le proprie opere; basti pensare ai tool dei software audio.Niente soldi alla musica create interamente con l'IA










