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La giapponese Naomi Osaka è da qualche anno una delle tenniste più forti e competitive al mondo: in carriera ha vinto quattro tornei del Grande Slam, i più prestigiosi della stagione tennistica, e il suo dritto è considerato tra i migliori del circuito femminile. Negli ultimi tempi però, oltre che per le sue straordinarie qualità tecniche, Osaka sta ricevendo enormi attenzioni anche per gli outfit sgargianti e originali con cui è solita presentarsi ai tornei.

Vengono realizzati da stilisti emergenti in collaborazione con Nike, il suo sponsor tecnico, trasmettono ogni volta un messaggio diverso e finiscono puntualmente al centro di commenti e discussioni tra appassionati di tennis e non solo. Il suo ingresso in campo è diventato insomma uno spettacolo nello spettacolo, e il commento al suo vestiario è ormai un tema ricorrente nelle cronache tennistiche. Osaka presta grande attenzione agli outfit d’ingresso in campo, che a volte vengono indossati sopra all’abbigliamento tecnico. I più ingombranti li indossa solo per i momenti fotografici e poi li toglie prima dell’inizio della partita, mentre a volte sono molto personalizzati anche i completi da gioco.

Lunedì Osaka ha fatto il suo debutto a Wimbledon, il più sobrio dei quattro tornei del Grande Slam. Il regolamento impone infatti ai partecipanti di indossare esclusivamente abiti bianchi, una tradizione ferrea che lascia pochissimo spazio alla personalizzazione. Proprio per questo, tra appassionati e addetti ai lavori c’era grande curiosità per capire come la tennista giapponese avrebbe interpretato (o aggirato) queste rigide regole.