Naomi Osaka incanta Wimbledon 2026 con un abito ispirato alla tradizione giapponese. Ma non è solo stile: la tennista da sempre si batte per i temi legati alla giustizia sociale e salute mentale

@Wimbledon/X

Il rettangolo verde dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club è storicamente il custode del rigore e della tradizione più intransigente del circuito mondiale. Eppure, durante l’esordio a Wimbledon 2026, le severe regole del rito londinese che impongono tassativamente calzature e completi candidi sono state plasmate dall’estro di Naomi Osaka. La fuoriclasse giapponese, già vincitrice di quattro titoli del Grande Slam e prima asiatica della storia a issarsi sul tetto del ranking WTA, ha trasformato il suo ingresso sul campo da gioco in una vera sfilata di alta moda.

Prima di superare per due set a zero la francese Elsa Jacquemot, l’atleta ha catturato gli sguardi del pubblico esibendo un sontuoso e lungo kimono bianco stratificato con balze. Una struttura complessa concepita dalla stilista di Tokyo Hana Yagi, capace di fondere le suggestioni dei paramenti cerimoniali del Sol Levante con l’immaginario cinematografico di Kill Bill. Ad impreziosire il look, arricchito da accurati ricami di fiori di ciliegio e gru, spiccava un kanzashi, l’ornamento tradizionale inserito tra i capelli come simbolo identitario.