Roma, 30 giu. (askanews) – L’effetto combinato delle aspettative degli investitori di indebolimento dell’economia del Giappone, a riflesso delle ricadute della guerra in Iran, e della prudenza della Banca del Giappone nell’intervenire contro i rialzi dell’inflazione ha favorito un calo dello yen ai minimi da quarant’anni a questa parte. Secondo il Financial Times, il dollaro è salito sopra quota 162 yen per la prima volta dal dicembre del 1986, dopo che da inizio anno la valuta giapponese ha ceduto oltre il 3%.

Queste dinamiche hanno alimentato aspettative sulla possibilità che le autorità giapponesi intervengano a sostegno dello yen. Un esponente del governo ha affermato che l’esecutivo è pronto a intervenire ove si rendesse necessario.

Nelle contrattazioni mattutine il dollaro è in lieve risalzo a 162,24 yen.

Nelle scorse settimane la premier Sanao Takaichi ha annunciato un massiccio piano di investimenti pubblici e privati per alimentare la crescita economica, che si dipanerebbe su una quindicina di anni.

Il quotidinao afferma che i dettagli del piano sono limitati, in particolare non è chiaro quali sarano metodi di finanziamento, mentre alcuni operatori attribuiscono la debolezza dello yen alla lentezza della Banca del Giappone nel reagire ai rialzi inflazionistici, che comunque nell’arcipelago per quanto in aumento si attesta all’1,5%.