di

Enzo Coco

Alcune persone, che si erano rifugiate sul tetto di casa, soccorse con l'elicottero. La sindaca di Merano: «Il meteo non promette bene ma stiamo lavorando per mettere in sicurezza le aree colpite»

Quella di domenica 28 giugno doveva essere la giornata di picco della calura a Merano ed invece si è trasformata in un incubo a causa di un violento nubifragio abbattutosi sulla conca nelle prime ore del pomeriggio. Dai 38 gradi della mattina si è precipitati ai 21 della sera e una bomba d’acqua (50 mm. in un’ora) ha scatenato un cedimento del terreno nei pressi dell’ultima galleria della provinciale per Avelengo.

Il terreno, precipitando a valle, ha invaso e ostruito il Rio Weissplatter, torrentello affluente del Rio Nova, determinando una preoccupante esondazione di detriti e fango che ha invaso le case poco sopra la rotatoria della provinciale per Scena, non lontano dal giardino botanico Trauttmansdorff, nei pressi dell’incrocio con via Castel Gatto. Un imponente flusso di fango e detriti ha invaso la carreggiata della provinciale 8, causando gravi danni a due masi situati nelle immediate vicinanze del crocevia e lungo la strada provinciale. In via precauzionale sono stati evacuati anche altri tre edifici limitrofi. Complessivamente sono 69 le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni: 39 residenti nel territorio comunale di Merano e 30 nel Comune di Avelengo. Alcune di loro sono state prelevate dall’elicottero Pelikan 1 dopo che si erano messe in salvo sul tetto della casa. Cinque persone sono state trasferite in codice verde all’ospedale con ferite che sono state giudicate lievi e più che altro per lo spavento provato.