Mentre i leader regionali sono seduti attorno a un tavolo del Centro Pio La Torre a Palermo per limare e definire i contenuti del comunicato stampa, Ismaele La Vardera dai social sgancia sul campo largo la bomba destinata a cambiare i rapporti all'interno dell'area progressista: due deputati del Movimento cinque stelle passano con lui. E i due ormai ex grillini appaiono già, con teatrale – ma palpabile - soddisfazione, in un video: Carlo Gilistro e José Marano spiegano le ragioni della scelta, del cambio di cavallo, dell'abbandono del partito di Giuseppe Conte e dell'adesione al movimento dell'ex Iena.
Un terzo nuovo acquisto verrà ufficialmente svelato mercoledì, ma i rumors suggeriscono un deputato proveniente dalla maggioranza e molti indizi portano a Alessandro De Leo che ha recentemente lasciato polemicamente Forza Italia per transitare al Misto. Quanto basta per creare, anche a Sala d'Ercole, il gruppo di Controcorrente.
Al Pio La Torre, intanto, si discute. Ma attorno al tavolo, La Vardera non c'è. Che ci fosse qualcosa nell'aria, era chiaro fin dalle prime ore del pomeriggio, quando il deputato ha deciso di snobbare platealmente, via social, l'atteso vertice del campo progressista. La riunione tante volte invocata per definire il percorso insieme, a cominciare dalla modalità di scelta del candidato alla presidenza della Regione. Ha preferito invece lanciare una diretta su Facebook dall'Aeroporto di Catania, per contestarne la privatizzazione. Ma quel video è stata anche l'occasione per lanciare un messaggio più o meno indiretto agli alleati: «Mentre ci sono riunioni continue del cosiddetto campo progressista, largo, larghissimo, extra large, xxl – ironizza La Vardera - noi ci occupiamo dei problemi dei siciliani. Con tutto il rispetto per le sedute operative, dove saranno presenti i nostri rappresentanti, noi ci dobbiamo occupare dei problemi importanti, dall'acqua, all'aeroporto. Noi siamo in campo, ce ne freghiamo di Radio Palazzo. Se vogliamo cambiare davvero questa terra, non possiamo parlare di totonomi».









