Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiVie strette, in genere pedonali, su cui si affacciano chiese o antichi e meravigliosi palazzi. Sul piano stradale, però, solo hotel, residence, b&b, ristoranti e bar, intervallati da negozietti di souvenir e di paccottiglia, gestiti da immigrati.

C’è però un quadrilatero di strade dove le insegne cambiano, e si vira verso il lusso, in cui spiccano i consueti brand del fashion o di gioielli, per fare sognare i passanti. Di solito ci sono pure un fiume, un porto canale, un naviglio con ponti da attraversare per scattare foto romantiche, a volte un lungomare: sulle rive, ecco i locali più moderni, per l’aperitivo, i ristoranti panoramici e anche qualche imbarcadero da cui partono gite sull’acqua. Camminando, si incrociano quasi esclusivamente turisti, affaccendati con trolley, con le app di indicazioni stradali, sepolti di bottigliette o di borracce, sudati nei loro zaini.

Dove siamo? Ovunque e da nessuna parte. Perché questi non luoghi sopra descritti sono sostanzialmente i centri storici di tutte le città d’arte o delle capitali europee. Uguali a sé stessi, da Praga a Madrid, da Budapest a Palermo, sovrapponibili, senza personalità, azzerati dall’over-tourism che cerca dappertutto sempre le stesse cose. Girando nel centro storico di Parigi non si incontra un parigino; né un romano nel centro di Roma, o un fiorentino a Firenze, un veneziano a Venezia, un londinese a Londra. Ci si interfaccia solo con il personale di hotel, ristoranti e negozi: in genere straniero.