Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl preside del mio istituto comprensivo ha il contratto in scadenza ad agosto e ha espresso la volontà di tornare nella sua regione di origine. Leggendo le nuove disposizioni, ho notato che è reso disponibile il 100% dei posti vacanti. Quali sono gli effettivi vincoli che potrebbero bloccare il suo trasferimento, considerato che non serve più il nulla osta dell'ufficio scolastico di partenza?
lettera firmata
Il dirigente scolastico, secondo la disciplina confermata per l'anno scolastico 2026/2027, gode di una procedura agevolata. In passato la necessità dell'assenso congiunto tra gli Uffici regionali bloccava sistematicamente i trasferimenti, obbligando molti presidi a lunghe permanenze fuori sede. Oggi il vincolo in uscita decade, favorendo il personale lontano dalla propria residenza. L'ufficio scolastico di destinazione, tuttavia, non garantisce un accoglimento automatico. Il diniego può intervenire per tre fattori ostativi principali: la presenza di un esubero regionale di dirigenti, l'obbligo di accantonare posti per l'esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di immissioni in ruolo e la salvaguardia dei contingenti destinati ai vincitori del concorso ordinario legato al Ddg n. 2788/2023. Inoltre, vi è una rigorosa valutazione di merito: la domanda assume lo stato di "non accolta" qualora l'amministrazione non rilevi sufficiente coerenza tra le competenze certificate nel curriculum del richiedente e le specifiche caratteristiche o esigenze delle istituzioni scolastiche disponibili. Un esempio numerico chiarisce l'effettiva portata della norma: in una regione con dieci sedi dirigenziali vacanti, se sette posti spettano di diritto ai vincitori di concorso e tre sono congelati da contenziosi amministrativi pendenti, il tasso di disponibilità reale per la mobilità interregionale si azzera, pur in presenza di un contingente teorico sbloccato al 100%. Le operazioni, come dettato dal cronoprogramma ministeriale, dovranno comunque concludersi tassativamente entro il 15 luglio 2026.






