di

Alessandro Capponi

La studentessa inglese uccisa a Perugia con un fendente alla gola nel 2007. I primi arresti, il clamore e i colpi di scena

C’è un giardino così curato, adesso, coi fiorellini di tanti colori, e dentro quel prato c’è una casa che sa di fresco. L’ha comprata una coppia, qualche tempo fa. E oggi è così linda e pulita che si direbbe incontaminata. Almeno a non conoscerne la storia, ecco.

In questo piccolo casale di via della Pergola, nel cuore di Perugia, nel novembre del 2007 viene uccisa Meredith Kercher, studentessa inglese di ventuno anni. La parete della sua camera, immortalata dai fotografi appostati ai bordi del giardino, in quei giorni è macchiata da un altro colore: il rosso del sangue di Mez, assassinata la notte del primo del mese. Viene ferita alla gola e lasciata sul pavimento, il corpo nascosto da un piumone. Quel telo copre i suoi lunghi capelli mori, gli occhi neri, la bella bocca così sorridente in tutte le foto da ragazza entusiasta di quell’esperienza che avrebbe dovuto darle istruzione e vita. E che, invece, le cancella il futuro.