Una forte esplosione, nella serata del 29 giugno, ha scosso il Principato di Monaco. Tre persone, due in condizioni molto gravi, sono rimaste ferite: l’oligarca ucraino, Vadym Ermolaev, 58 anni, tra gli uomini più ricchi del Paese, sua moglie e suo figlio di 13 anni, in condizioni migliori.

L’esplosione - hanno riferito le autorità - è stata provocata da un «atto doloso», è «molto probabile che si tratti di un attentato», ha dichiarato ad Afp Christophe Mirmand, ministro di Stato di Monaco. Secondo una fonte vicina all'inchiesta Ermolaev è un «rifugiato Vip» a Monaco dall'inizio della guerra in Ucraina. Si trovava nel suo condominio con la compagna e il figlio al momento della deflagrazione.

«Un crimine efferato», «uno shock per l'intera comunità monegasca», ha detto in un comunicato il principe Alberto II di Monaco, per commentare l'accaduto: «Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità, lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce».

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Secondo le informazioni raccolte, Vadim Ermolaev, residente a Monaco, sarebbe soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 in seguito a una decisione del presidente Volodymyr Zelensky probabilmente per la scelta del multimilionario di continuare le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, nonostante il territorio sia stato occupato dai russi.