La menopausa non è una parentesi da sopportare in silenzio. È una fase naturale della vita, certo, ma non per questo deve coincidere con rinuncia, disagio o perdita di qualità della vita. Vampate, sonno frammentato, secchezza vaginale, dolore nei rapporti, incontinenza urinaria, cambiamenti del corpo e della percezione di sé sono disturbi frequenti, ma oggi possono essere ascoltati, compresi e affrontati con percorsi mirati. È questo il messaggio emerso dall’incontro dedicato al benessere femminile promosso da Sempionæ Medicinæcura, realtà multidisciplinare milanese con direzione scientifica della dottoressa Valentina Finotti, specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva, estetica e rigenerativa. Con lei, Stefano Salvatore, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e responsabile dell’Unità funzionale di Uroginecologia, Menopausa e Ginecologia estetica, funzionale e rigenerativa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Al centro del confronto, una visione nuova della salute femminile: meno frammentata, più attenta all’ascolto e capace di integrare prevenzione, competenze specialistiche e tecnologie innovative. «La menopausa non deve essere subita», spiega il professor Salvatore. «È una fase fisiologica, ma molti dei sintomi che la accompagnano possono incidere profondamente sulla vita quotidiana e meritano una presa in carico adeguata». Per la dottoressa Finotti, il punto di partenza è sempre il vissuto della paziente: «Non si tratta necessariamente di cambiare il corpo, ma di stare meglio nel proprio corpo». Una frase che sposta il tema dal semplice intervento estetico alla qualità della vita, alla libertà di sentirsi di nuovo a proprio agio, anche quando il corpo cambia.