"Grazie per sempre". Rebecca la cugina di Mirko e la nipote di Kety, chiude di fatto, con queste parole, la Messa funebre con il suo commovente saluto, che diventa il simbolo dell’amore incondizionato. Quell’amore incondizionato che dice di aver appreso proprio da Mirko e da sua madre Kety. Ieri infatti, nella chiesa della Pieve di Camaiore, si sono svolti i funerali di Mirko Moriconi, 24 anni, e Kety Andreoni, 52 anni, uccisi nel primo pomeriggio di mercoledì 24 a colpi di fucile da Piero Moriconi, 63 anni, padre e marito delle vittime.
Un omicidio stigmatizzato, discusso, maledetto e rimbalzato di casa in casa, di famiglia in famiglia. Un padre che uccide figlio e moglie, eppure descritto, fino ad allora, come una persona mite, ma poi capace imprevedibilmente di compiere quel terribile gesto. Dalle 15 di ieri in poi la Pieve, e la sua stupenda chiesina romanica, sono diventate il luogo di preghiera della comunità di Camaiore, quasi di espiazione collettiva.
E ieri a rendere loro l’ultimo saluto, c’era chi amava davvero Mirko e Kety, al di la’ di tutto, delle celebrazioni, dei giudizi e, soprattutto, dei pregiudizi.
Il caldo e l’umidità alle 15 sono al culmine: mano a mano il piazzale si riempie di persone, di parenti ed amici e intorno alle 15.15 giungono le salme, caricate a spalla dagli addetti delle onoranze funebri La Badia. Due fotografie ritraggono madre e figlio e vengono appoggiate, da mani pietose, davanti alle loro bare: Mirko, che amava cantare, in una delle sue pose da ‘artista’ e Kety sorridente: sopra, tanti fiori e per la donna un cartello bianco scritto dalle colleghe, da cui era stimata e benvoluta: "Cara Kety, eri una donna piena di amore e di dolore".












