In appello - udienza d'avvio fissata al 3 luglio davanti ai giudici della seconda sezione penale - gli hacker che frodavano ignari utenti di banche e filiali di poste sparse in mezza Italia a cui svuotavano i conti grazie alla capacità di violare i sistemi informatici e telematici degli istituti di credito dopo aver scoperto i segretissimi codici d’accesso. Si tratta dello stesso gruppo di presunti criminali informatici (imputazione che riguarda i presunti capi) già condannato in Tribunale collegiale il 12 maggio 2025; il verdetto di primo grado conteggiò nel complesso venti condanne, di cui una rilevante porzione con pene di una manciata di mesi e con sospensione della pena soprattutto per coloro che mettevano a disposizione il proprio conto già attivo per far accreditare le somme rubate.