Si era fatto nominare amministratore di sostegno del padre anziano e del fratello minore disabile e avrebbe utilizzato buona parte dei soldi del loro conto corrente per le spese personali e per i suoi hobby, tra cui il quad, il modellismo di aerei e droni, le vacanze. Oltre centomila euro nei due anni, a partire dal 2017, in cui ha gestito il patrimonio del padre, allora 85enne affetto da problemi geriatrici, e nei tre anni in cui si è occupato del fratello allora 55enne, prima che il giudice tutelare monzese nominasse altri due amministratori di sostegno. Ora A.T., 66enne, che risulta residente in Svizzera e domiciliato nel Lecchese, deve rispondere di peculato in un processo iniziato ieri al Tribunale di Monza, dove il padre e il fratello si sono costituiti parti civili con gli avvocati Martina Morelli e Emanuele Regondi.

Secondo la denuncia presentata dal padre dell’imputato ai carabinieri di Giussano e alla Procura di Monza nel 2023, l’85enne era stato ricoverato in ospedale nel 2017 e il figlio si era fatto nominare amministratore di sostegno dell’anziano e dell’altro figlio che viveva con lui, iniziando anche a gestire l’azienda di stampaggio e vendita di materiale plastico amministrata dal padre con risultati ritenuti "pessimi per i conti della società". Con il passare del tempo le condizioni di salute dell’85enne sono migliorate tanto che nel 2023 il Tribunale ha revocato il provvedimento, rimasto invece per il figlio ora 64enne con la nomina di un professionista. L’anziano ha quindi voluto denunciare il figlio, che invece sostiene di avere utilizzato il denaro per i bisogni dei familiari. Si torna in aula a settembre.