PADOVA - In poco più di due anni, tra il 4 ottobre 2021 e il 23 gennaio 2024, Giovanni M. aveva messo insieme un consistente gruzzoletto di 488.100 euro.
Tutti prelevati dai conti correnti degli anziani di cui era amministratore di sostegno: diciassette persone che rischiano di non vedersi tornare nulla indietro in quanto M. – 71 anni di Trebaseleghe, Alta Padovana, pensionato dopo una vita da intermediario finanziario – è nullatenente. Lo hanno accertato le indagini del Gruppo della guardia di finanza di Padova che ha scandagliato i conti correnti e le movimentazioni bancarie del 71enne, portando l’intera relazione al sostituto procuratore Benedetto Roberti.
È stato lui ad aprire l’indagine per la quale nei giorni scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio dell’amministratore di sostegno, accusato di peculato. M. (ora sospeso dalle nomine per ordine del presidente del tribunale di Padova) è stato scoperto dopo che lui stesso si era rivolto alla guardia di finanza per denunciare una truffa subita via web: aveva detto di aver investito 600mila euro in criptovalute che poi erano spariti, tanto dal suo conto quanto dal canale di investimento.
In poco tempo però il piano si è rovesciato e, da vittima qual era, Giovanni M. è diventato carnefice. Le fiamme gialle hanno, sì, visto il flusso di denaro in uscita dai due conti correnti del 71enne ma si sono trovati davanti anche a diverso denaro in entrata. Insospettiti, i militari della finanza sono risaliti ai conti correnti dai quali arrivava il denaro scoprendo che si trattava di quelli delle persone che gli erano state affidate per aiutarle nella gestione dei propri risparmi.






