HomeEsteriCon i bimbi sotto le macerie. Un’altra forte scossa spegne le speranzeSegnalata in un edificio di Macuto la presenza di una donna ancora viva . I vigili del fuoco italiani lavorano venti ore, poi sono costretti a rinunciare.Segnalata in un edificio di Macuto la presenza di una donna ancora viva . I vigili del fuoco italiani lavorano venti ore, poi sono costretti a rinunciare.Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Riccardo JannelloCARACASSedici morti italiani nelle 1.700 vittime ufficiali del terremoto che ha sconvolto il Venezuela; 4 i feriti, 40 ancora i dispersi su un totale che Desaparecidos Terremoto segnala di 70mila. Ieri sono state recuperate le salme di Enzo Cuomo, 58 anni, originario di Laviano (Salerno) travolto dal crollo del condominio Petunia di Los Palos Grandes, quartiere residenziale di Caracas, assieme alla moglie, Trini Adrian, 53, e della figlia Isabella, 22. Risulta deceduta anche un’altra famiglia italiana composta da cinque persone, originaria del Salernitano. Si tratterebbe della famiglia di Gennaro Garofalo, che viveva a La Guaira.
Una storia tragica viene da Macuto, a La Guaira, dove la speranza per una mamma trentenne e due figli piccoli si è tramutata in dramma dopo che una scossa di 4,6 gradi Richter poco prima dell’alba venezuelana ha fatto definitivamente implodere un palazzo di otto piani nella cittadina costiera di 40mila abitanti a poco più di venti chilometri da Caracas che è fra le più colpite del sisma e dove da mercoledì notte i soccorritori stanno lavorando anche scavando a mani nude fra le macerie. I vigili del fuoco italiani si erano concentrati su rumori che arrivavano da sotto un appartamento dopo i messaggi WhatsApp che la donna aveva inviato a una cognata, poi le risposte quando i nostri pompieri battevano sui tubi scoperchiati e ricevevano richieste d’aiuto flebili ma insistenti tanto che era stata approntata una strategia per tentare il recupero dei tre dispersi – un figlio era già morto. Ma ieri mattina tutto si è spento: l’assestamento dovuto alla forte scossa che ha avuto proprio qui l’epicentro ha quindi costretto i nostri vigili a mettersi in salvo prima di essere travolti. Quando la situazione si è stabilizzata e sono tornati all’edificio, quei segnali dall’interno non c’erano più.










