Se c’è un personaggio che incarna vita, morte e resurrezione del liscio, questo è «Moreno il Biondo»: classe 1958, romagnolo fino al midollo, cresciuto nel mito di Secondo Casadei, al quale si è ispirato fin da bambino per poi essere adottato musicalmente dal gran sacerdote di valzer e mazurche Raoul, Moreno Conficconi – insieme a Claudio Cecchetto – tiene alto il vessillo del sound della Riviera con il Festival di San Liscio, al via domani. Si tiene a Gatteo Mare, e dove se no? Perché è qui, a pochi passi dalla villa che fu di Raoul, che vive il clarinettista e front-man, e che il cuore della tradizione batte più forte. Moreno, com’è nata la sua passione per il genere? Negli anni Sessanta e Settanta i ragazzi della sua età andavano matti per il rock’n’roll, mica per il liscio.«A dieci anni vivevo a Galeata, un piccolo centro del Forlivese, e ho cominciato a suonare nella banda del paese. A fine esibizione si facevano le musiche romagnole di Secondo Casadei. Poi, a 13 anni, a un veglione della sporta – la festa dove la gente si portava da mangiare nella borsa, che per noi è la sporta – è venuto proprio lui, Secondo: vedere questo signore vestito di bianco che suonava il violino sul palco mi ha ispirato, ho voluto fare quello che faceva lui». Lei ha studiato al conservatorio.«Ho preso il diploma di clarinetto al liceo musicale di Forlì e poi mi sono iscritto al conservatorio a Bologna, dove suonavo di nascosto, dato che il liscio richiedeva un’impostazione diversa dello strumento. Fra il ’74 e il ’75 ho mollato il conservatorio perché suonavamo tutti i giorni ed ero sempre in giro, prevalentemente in Emilia-Romagna. Era il periodo del boom del liscio, il sabato e la domenica facevamo la doppia esibizione».
Moreno Conficconi: “Devoto a San Liscio, Raul Casadei mi ha fatto Biondo”
Il clarinettista apre domani con Claudio Cecchetto il festival di Gatteo: “Per legittimare la creatività del genere, ma lo scopo resta il ballo”








