Non si ferma il dolore per le vittime italiane del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Tra loro ci sono anche quattro persone originarie di Camerota, appartenenti a una famiglia della frazione di Licusati, decedute nel crollo della loro abitazione. A dare la notizia è stata la familiare Vincenza Garofalo, residente in Italia, con un messaggio pubblicato sui social: «Con profondo dolore annuncio la scomparsa della mia amata famiglia nel terremoto in Venezuela: Genaro Garofalo, Luis Gerardo Garofalo, Giovanna Garofalo e il loro figlio Emanuele». Il terremoto che ha devastato il Venezuela non ha colpito soltanto il Paese sudamericano. Ha ferito profondamente anche la provincia di Salerno, dove il legame con quella terra è parte integrante della storia di intere comunità. Dal Cilento al Vallo di Diano, passando per l’Alto Sele, sono migliaia le famiglie che conservano parenti, amici e affetti oltre oceano.

LE INIZIATIVE Per comprendere il dolore di queste ore bisogna tornare indietro nel tempo. A partire dagli anni Venti e poi soprattutto nel secondo dopoguerra, migliaia di salernitani lasciarono i propri paesi per inseguire un futuro migliore in Venezuela. Caracas divenne una seconda casa per intere generazioni di emigranti provenienti da Camerota, Marina di Camerota, Moio della Civitella, Sassano, Teggiano, Sala Consilina, Polla, Padula, Laviano e da numerosi altri comuni della provincia. Un legame che ancora oggi vive. È soprattutto Marina di Camerota a rappresentare questo straordinario ponte culturale. Non a caso viene definita “il Venezuela d’Italia”. Qui circa l’80 per cento della popolazione residente è costituita da cittadini italo-venezuelani. Una storia che ha cambiato il volto del paese e che oggi rende ancora più dolorose le notizie provenienti dalle zone devastate dal sisma. La risposta della comunità non si è fatta attendere. Su iniziativa della Caritas Diocesana e dell’associazione italo-venezuelana “Alma Llanera” presieduta da Giuseppe Volpe è stata immediatamente promossa una raccolta fondi destinata alla Caritas venezuelana di Caracas. «La tragedia del Venezuela è entrata in tutte le case di Marina di Camerota in modo lacerante – afferma don Gianni Citro –.Terremoto Venezuela, ritrovati i corpi della famiglia originaria di Laviano: superstite il figlio che vive a MilanoIl legame con quella terra è vivo e forte. Molti hanno fratelli, sorelle e figli che raccontano costantemente il grave disagio e la paura. Abbiamo immediatamente avviato una campagna di sostegno economico tramite Caritas Italiana e abbiamo già raccolto più di cinquemila euro. Continueremo con insistenza. Il Venezuela è un Paese già molto provato e questa tragedia ha inferto una ferita mortale al cuore della popolazione. Merita il sostegno incondizionato di tutti noi». «Non si escludono anche altri interventi - ribadisce il presidente Volpe - a sostegno della popolazione venezuelana, essendoci contatti in corso con istituzioni ed enti per ulteriori supporti materiali e progetti specifici finalizzati a dare l’aiuto che il Venezuela merita. Alla mobilitazione partecipa con forza anche il Comune di Camerota. Il sindaco Mario Salvatore Scarpitta dice: «Sono tantissime le famiglie camerotane che hanno costruito la propria vita in Venezuela e altrettante quelle che conservano ancora oggi affetti e parenti. Il nostro pensiero è rivolto alle vittime, ai feriti, ai soccorritori impegnati senza sosta e a tutte le famiglie che attendono notizie dei propri cari. Camerota è con voi». LA RACCOLTA Pochi chilometri più in là anche Moio della Civitella ha scelto di trasformare il dolore in un gesto concreto. Amministrazione comunale, Pro Loco, Forum dei Giovani, associazioni e i collaboratori di don Aniello Carinci hanno promosso una campagna di raccolta fondi per acquistare medicinali, materiale sanitario e beni di prima necessità e il 3 luglio sarà celebrata una Santa Messa. Il dramma tocca profondamente anche l’Alto Sele, territorio che dagli anni Settanta ha visto partire centinaia di famiglie verso il Venezuela. A Laviano si piange infatti la morte di Enzo Cuomo, originario del paese e residente da anni a Caracas. L’uomo è stato ritrovato senza vita tra le macerie dell’edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes. Insieme a lui è stata recuperata anche la figlia Isabella, mentre continua la ricerca della moglie Trini Adrian, ancora dispersa. Da Milano è già partito il fratello della vittima. Anche il Vallo di Diano vive queste ore con particolare apprensione. Il sindaco di Sassano Nicola Pellegrino ha annunciato un vero e proprio ponte umanitario anche con l’organizzazione di un volo diretto. «Oggi – ha dichiarato Pellegrino – non aiutiamo un popolo lontano, ma una parte della nostra storia, delle nostre famiglie e della nostra identità».