<p>A che cosa servono i giornali?
Probabilmente se lo chiedono in tanti, vista la forza dell’informazione digitale.
Poi però, andando alle cose concrete, si scopre che spesso servono non tanto per le copie che vendono ma quanto per la tribuna e il potere che offrono. </p> <p> </p> <p>La riflessione deve essere stata la stessa fatta dai lettori che hanno sfogliato <em><strong>La Nazione</strong></em> di lunedì 29 giugno, edizione toscana del <em><strong>Quotidiano Nazionale</strong></em>.
A pagina 10, e non nelle pagine o nell’inserto economico, su ben due pagine è apparsa una ricostruzione piuttosto di parte degli ostacoli che <strong>Leonardo Maria Del Vecchio</strong> sta incontrando nel suo tentativo di scalare <strong>Delfin</strong>, la cassaforte di famiglia che controlla <strong>EssilorLuxottica</strong> e ha in pancia una discreta quota di finanza italiana, da <strong>Mps</strong> a <strong>Generali</strong>.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2>La battaglia per il controllo della holding Delfin</h2> <p>In particolare, sotto il titolo «La proposta svuota-Delfin» si stigmatizzava l’idea di <strong>Rocco Basilico</strong>, uno degli otto eredi assai litigiosi di Leonardo Maria Del Vecchio, di liquidare tutte le <strong>partecipazioni nella holding lussemburghese</strong>.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2>Le tensioni tra gli eredi e l'assemblea</h2> <p>In un’altra pagina un articolo dal titolo «La diffida dei legali di Leonardo Maria, Basilico non va ammesso in assemblea» esprimeva tutta la contrarietà all’operazione avanzata dal fratellastro di <strong>Leonardo junior</strong>, che sta tentando di diventare il <strong>dominus di tutto il colosso dell’occhialeria</strong> quotato a <strong>Parigi</strong> e che oggi celebra l’assemblea di <strong>Delfin</strong>.






