Nonostante il nome con cui è conosciuta comunemente, la 'ley de nietos' non esiste in quanto tale: è la disposición adicional octava della Ley de Memoria Democrática, approvata dalle Cortes e in vigore dal 21 ottobre 2022. Il suo obiettivo è riconoscere la nazionalità spagnola ai discendenti di chi emigrò e perse o rinunciò alla cittadinanza per motivi di esilio politico, ideologico, religioso o per il proprio orientamento o identità sessuale durante la Guerra civile e la dittatura.

PUBBLICITÀ

Sono compresi coloro che lasciarono la Spagna tra il 18 luglio 1936 e il 28 dicembre 1978, data che segna la fine del periodo considerato di esilio ai fini di questa legge. A differenza di altre vie di accesso alla nazionalità, non richiede di aver mai risieduto in territorio spagnolo: basta dimostrare il vincolo familiare e le circostanze dell’esilio dell’ascendente. Il Governo difende la misura come una riparazione ancora in sospeso verso chi fu costretto ad andarsene, mentre l’opposizione la interpreta come una porta aperta in modo eccessivamente generoso.

Chi può richiederla e quali documenti servono

Il diritto si estende a figli e figlie, ai nipoti e alle nipoti nati fuori dalla Spagna da persone originariamente spagnole che furono costrette ad abbandonare il Paese in quelle condizioni. Tra la documentazione abituale figurano gli atti di nascita e di matrimonio che provano il grado di parentela, il passaporto o il certificato di morte del genitore spagnolo, e, nei casi di esilio politico, prove aggiuntive come certificati dei partiti politici o pensioni riconosciute in quanto esiliato. Quando non esiste l’iscrizione di nascita del familiare spagnolo, sono ammessi altri documenti che attestino la sua nazionalità, come passaporti o altri registri ufficiali.