Morto a 71 anni il neuroscienziato Antonino Cattaneo, tra i più grandi studiosi dell’Alzheimer. Presidente dell’EBRI fondato da Rita Levi Montalcini, aveva collaborato anche con il Nobel César Milstein. Autore di oltre 200 pubblicazioni, le sue ricerche sulle neurotrofine sono alla base di terapie in sperimentazione.

Addio ad Antonino Cattaneo

Chi era il neuroscienziato

La ricerca sull'Alzheimer

Addio ad Antonino CattaneoIl mondo della ricerca scientifica è in lutto. È morto all’improvviso lunedì 29 giugno, mentre era in visita a Milano, il neuroscienziato Antonino Cattaneo, 71 anni, tra i più importanti studiosi del morbo di Alzheimer e presidente dell’EBRI, l’European Brain Research Institute.La notizia è stata comunicata dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, istituzione con cui Cattaneo aveva un legame profondo e duraturo, prima come allievo e poi come docente per oltre quindici anni.ANSAChi era il neuroscienziatoNato a Pisa il 6 settembre 1954, si era trasferito a Roma, città in cui viveva, laureandosi nel 1976 in biofisica all’Università Sapienza con il professor Mario Ageno, considerato il padre della biofisica.A Pisa era tornato per il dottorato conseguito alla Scuola Normale Superiore nel 1980, sotto la guida del professor Lamberto Maffei, con uno studio sulla codifica delle informazioni visive nelle cellule della corteccia visiva, ricerca che già prefigurava l’ampiezza dell’orizzonte intellettuale che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.Il percorso successivo lo portò a collaborare con due premi Nobel: prima con Rita Levi Montalcini all’Istituto di Neurobiologia del CNR di Roma, poi con César Milstein al MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge, in Inghilterra. Esperienze formative che posero le basi per i contributi più originali della sua carriera, in particolare nel campo delle neurotrofine e degli anticorpi ricombinanti.