Due spedizioni punitive in dodici giorni, a San Fruttuoso e a Quinto, con caschi, bastoni e volti coperti. Un minore straniero non accompagnato in ospedale con trauma cranico, un altro ferito a Quinto. La prima ronda era di quaranta persone, non venti: tra loro anche dei minorenniDue spedizioni punitive in dodici giorni, a San Fruttuoso e a Quinto, con caschi, bastoni e volti coperti. Un minore straniero non accompagnato in ospedale con trauma cranico, un altro ferito a Quinto. La prima ronda era di quaranta persone, non venti: tra loro anche dei minorenniCaschi, passamontagna, bastoni e spranghe. Lo stesso schema, a pochi giorni di distanza, in due quartieri diversi della città. La Procura di Genova indaga per capire se dietro le due spedizioni punitive di via Pianderlino a San Fruttuoso - il 17 giugno - e ai giardini di Quinto ci sia un'unica regia. Il primo episodio ha portato al pestaggio di un minore straniero non accompagnato: i suoi amici sono riusciti a scappare nascondendosi nei boschi, lui è finito in ospedale con un trauma cranico e venti giorni di prognosi. Il gruppo che lo ha aggredito - raccontano gli investigatori sulla base di quanto riferito dalla vittima - parlava italiano e albanese. L'entità della ronda, già nelle prime ore sottostimata, si è rivelata più consistente del previsto: non venti persone, come emerso inizialmente, ma quaranta, tra cui alcuni minorenni. A immortalarli una telecamera le cui immagini sono ora la base delle identificazioni. La seconda aggressione ha preso di mira un gruppo di giovanissimi, stranieri e italiani, che stavano facendo una festa sul molo davanti ai giardini di Quinto: anche lì gli aggressori erano travisati e armati di bastoni, hanno lanciato pietre verso i ragazzi, ferito un minore alla testa e si sono dileguati all'arrivo delle forze dell'ordine.La cautela della Procura è d'obbligo: l'ipotesi di una regia comune potrà essere confermata o esclusa solo al termine delle identificazioni, rese più difficili dal fatto che in entrambi i raid i partecipanti avevano il volto coperto. Sul primo episodio la pm Daniela Pischetola ha affidato le indagini alla squadra mobile, diretta da Carlo Bartelli e dal suo vice Antonino Porcino; il secondo è coordinato dal pm Fabrizio Givri e condotto dai carabinieri. Nelle ore successive alla prima aggressione era stata la Digos a muoversi per prima, escludendo rapidamente una matrice politica organizzata - i militanti di estrema destra a Genova sono numericamente esigui - e orientando l'ipotesi verso una ronda di quartiere con innesti esterni, in una modalità che ricorda quella dei gruppi ultrà. A San Fruttuoso operano tre comunità per minori stranieri non accompagnati e negli ultimi mesi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il malcontento locale è cresciuto anche per effetto di alcuni episodi di microcriminalità amplificati e gonfiati sui social, dove si inneggia a ronde e giustizia fai da te. Dopo i due episodi la Questura ha disposto un rafforzamento dei controlli interforze, soprattutto serali e notturni. Il tema della sicurezza è intanto al centro del dibattito politico cittadino: oltre alle tensioni di San Fruttuoso, dopo una manifestazione a Cornigliano ne è stata convocata un'altra per il 6 luglio a Sestri Ponente.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp