"Gli agenti dell’ABW (uno dei servizi segreti della Polonia), in collaborazione con la Polizia di frontiera, hanno fermato nove cittadini ucraini e due cittadini bielorussi per procedere alla loro immediata espulsione dalla Polonia" – ha reso noto lunedì su X il ministro-coordinatore dei servizi speciali Tomasz Siemoniak.

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Il meccanismo di pagamento dei partecipanti a manifestazioni fittizie era stato descritto in precedenza dai media ucraini, tra cui il portale Sestry. Come ricorda la redazione, uno schema simile funzionava in Ucraina durante le proteste del 2013‑2014 con il nome di antymajdan (Anti-Maidan).

In cambio di un compenso, le persone venivano portate ai comizi, ricevevano slogan preconfezionati e copioni già pronti. L’obiettivo era creare l’impressione di un vasto sostegno sociale o suscitare un’indignazione artificiale, poi utilizzata come strumento di pressione politica.

Come spiega in un’intervista a Euronews il direttore responsabile dell’associazione di fact-checking Demagog, la Russia amplia costantemente il proprio arsenale di operazioni di influenza, usandole tra l’altro per alimentare le divisioni tra ucraini e polacchi.