Cosa resta dopo la morte di una maschera che ha subito permeato l’immaginazione degli italiani, come quella che indossava come “seconda identità” Antonio De Curtis? Tutto. Ma come sono stati i giorni finali dell’attore, che pensava di lasciare solo un ricordo fatto di incomprensione della critica e di rimpianti, lo ricostruisce Francesco Piccolo in Cosa sono le nuvoleCosa resta di Totò dopo la sua morte? All’incirca tutto. Restano tutti i suoi film così male accolti dalla critica quando era in vita, restano le sue mosse, restano le sue smorfie e così anche le sue battute fulminee e fatte di no sense e allusioni. Come Charlie Chaplin, come Stanlio e Ollio, Totò ha dalla sua la forza di una maschera inesauribile. Una figura che vive con la sua insista forza comica al di là del contesto in cui si trova a prendere forma, che sia un musicarello, una trasmissione Giacomo GiossiGiacomo Giossi ha frequentato licei, fabbriche e scuole serali. Ha vissuto come molti lombardi di provincia a Milano per poi fuggire a Parigi e per trovare infine rifugio a Venezia. Si occupa di critica culturale e scrive di letteratura contemporanea, in particolare di quella italiana. Ha pubblicato nelle raccolte Si sente la voce (2012) e Milano d’autore (2014). Collabora per varie case editrici
Genio, malinconia e cecità. Gli ultimi anni di un Totò
Cosa resta dopo la morte di una maschera che ha subito permeato l’immaginazione degli italiani, come quella che indossava come “seconda identità” Antonio De Curtis? Tutto. Ma come sono stati i giorni finali dell’attore, che pensava di lasciare solo un ricordo fatto di incomprensione della critica e di rimpianti, lo ricostruisce Francesco Piccolo in Cosa sono le nuvole








